La Camera di Commercio
Nell'ordinamento italiano le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA), comunemente note come Camere di commercio, sono enti pubblici non territoriali dotati di autonomia funzionale.
Esse svolgono, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza e sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118 della Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali.
Le funzioni camerali
Nell'ambito della propria autonomia statutaria, la Camera di commercio svolge le funzioni stabilite dalla legge. Svolge inoltre ogni altra funzione propria, o delegata dallo Stato, dalla Regione e da altri enti ed istituzioni.
Per il raggiungimento dei propri scopi le Camere possono promuovere, realizzare e gestire strutture e infrastrutture di interesse economico generale in maniera diretta o mediante la partecipazione con altri soggetti pubblici o privati, ad organismi anche associativi, ad enti, a consorzi e società. Per gestire servizi specifici, possono costituire aziende speciali che operano in base alle norme del diritto privato.
Le sue funzioni si articolano nelle seguenti attività:
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attività amministrative: tenuta del Registro imprese e di altri albi, elenchi, ruoli, nei quali vengono registrati e certificati i principali eventi che caratterizzano la vita di ogni impresa;
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attività promozionali: sostegno alle imprese e allo sviluppo dell’economia locale
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attività di monitoraggio, studio, analisi dell’economia locale: fornire un’informazione necessaria a una migliore conoscenza della realtà socio-economica da parte delle sulle imprese e per le imprese
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attività di regolazione del mercato: promuovere e aumentare la trasparenza, la certezza e l’equità delle relazioni economiche tra imprese e tra imprese e cittadini.
Le Camere di Commercio italiane danno vita al sistema camerale, caratterizzato da una struttura “a rete” che, tra l’altro, rende disponibile in tempo reale i dati di ogni Camera su tutto il territorio nazionale.
Il quadro normativo
Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono state protagoniste di un processo di profonda trasformazione che nel corso degli anni ne ha visto il potenziamento delle funzioni.
Si tratta di un processo caratterizzato da alcune tappe fondamentali sia a livello legislativo che giurisprudenziale (L.580/1993, d.lgs 112/1998,L. 191/1998), il cui epilogo è rappresentato dall’entrata in vigore del recente decreto legislativo (n. 23, 15 febbraio 2010) “Riforma dell'ordinamento relativo alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione dell'articolo 53 della legge 23 luglio 2009 n. 99”.
- Con la legge di riforma n. 580 del 1993 le Camere hanno acquisito autonomia rispetto al Governo centrale (con l'attribuzione della potestà statutaria e la corrispondente autonomia finanziaria), il riconoscimento del ruolo svolto nell'assicurare la pubblicità delle imprese e un legame più forte - fino alla possibilità dell'elezione diretta degli organi rappresentativi - con le categorie economiche.
- Il decreto legislativo n. 112/1998 ha introdotto per le Camere di Commercio la qualifica ulteriore di Autonomie Funzionali, distinguendole così dalle Autonomie Locali in virtù della loro specifica missione economica.
- La legge n. 191/1998 ha conferito poi alle Camere di Commercio autonomia regolamentare per la disciplina delle materie attribuite dalla 580/93 alle Camere stesse.
- Il Decreto legislativo n. 23 del 15 febbraio 2010 ha ulteriormente riformato e potenziato il loro ruolo di cura dello sviluppo delle economie locali.

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