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Applicazione di bolli e diritti nelle pratiche telematiche trasmesse al registro delle imprese - Nuove procedure operative

pubblicato il 09/03/2012 11:25, ultima modifica 10/04/2017 15:04

            Si informa l’utenza che, in adesione al pronunciamento espresso dalla Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale dell’Emilia Romagna con parere n. 52509 del 29 ottobre 2010, l’ufficio del registro delle imprese della Camera di Commercio di Piacenza intende adottare la seguente procedura in relazione ai casi di errata determinazione dell’ammontare dell’imposta di bollo da parte del soggetto presentatore di istanze, denunce, depositi mediante la procedura telematica.

            Come noto la scrivente Camera consente alla propria utenza di provvedere al pagamento della imposta di bollo in modo virtuale, avendo espressamente richiesto apposita autorizzazione alla Amministrazione fiscale, ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 642/1972.

            Il predetto decreto stabilisce in modo puntuale il momento in cui sorge l’obbligo di corrispondere l’imposta e quali sono i comportamenti che devono essere tenuti in caso di mancato o erroneo versamento. In particolare

-         l’art. 2 prevede che l’imposta di bollo è dovuta “fin dall’origine” per gli atti, i documenti ed i registri indicati nella prima parte della tariffa. L’articolo uno, comma 1-ter, della predetta tariffa disciplina l’applicazione del bollo nelle domande, nelle denunce e negli atti che le accompagnano presentate all’ufficio del registro delle imprese in modalità telematica. La nota in calce alla disposizione precisa inoltre: “l’imposta è dovuta, anche in misura cumulativa, all’atto della trasmissione per via telematica”;

-         l’art. 19 stabilisce che i funzionari pubblici che ricevono documentazione non in regola con le disposizioni del decreto (ovvero con bollo omesso o versato in misura insufficiente) non possono rifiutarsi di riceverla in deposito o di accettarne la produzione nell’ambito del procedimento amministrativo attivato su istanza di parte, ma sono tenuti ad inviarla – anche in copia – entro trenta giorni dalla data di ricevimento alla Agenzia delle Entrate per la successiva regolarizzazione;

-         l’art. 31 precisa che la regolarizzazione “è eseguita esclusivamente dagli Uffici del registro mediante annotazione sull’atto o documento della sanzione amministrativa riscossa”.

                  L’Agenzia delle Entrate afferma che le disposizioni contenute nel Testo Unico agli artt. 19,31 e 37 sono chiare e perentorie, e precisa anche che “analogo discorso deve parimenti valere con riguardo alle somme erroneamente versate in eccesso”. A tale proposito, infatti, l’art. 37 succitato dispone che la domanda di rimborso deve essere presentata “all’Intendenza di Finanza” ( ora Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate).

      Pertanto, tutto ciò premesso, si evince che  l’Ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Piacenza, una volta acquisita al protocollo la pratica telematica, in caso di applicazione di bollo in documenti che per legge ne sono esenti ovvero di versamento di importi eccedenti la misura prevista dalle vigenti disposizioni di legge oppure insufficienti, non è legittimato ad effettuare interventi correttivi sui valori impostati dall’utente, né a titolo di rimborso né di integrazione, neppure su espressa autorizzazione dell’interessato.

 

      Per quanto attiene, poi, la corresponsione in modalità telematica dei diritti di segreteria dovuti per le pratiche di iscrizione/deposito al registro delle imprese ed al R.E.A. , il personale camerale seguirà la seguente procedura.

Qualora il funzionario addetto all’istruttoria riscontri un diritto di segreteria  mancante ovvero incompleto, richiederà all’utente l’integrazione mediante l’attuale funzione di “gestione correzione importi” e procederà alla evasione della pratica a regolarizzazione avvenuta; viceversa, qualora risulti un pagamento in eccesso, la pratica comunque sarà evasa e l’utente potrà richiederne il rimborso alla Camera di Commercio mediante presentazione di istanza all’ufficio, utilizzando l’apposito modello, entro ventiquattro mesi dalla data di pagamento, ai sensi dell’art. 17 della Legge n. 488/2009.

La predetta istanza potrà essere presentata, secondo le modalità previste dall’art. 38 del D.P.R. n. 445/00, dal titolare/legale rappresentante/notaio obbligato, indicando i riferimenti della pratica, la somma versata in eccedenza e lo strumento di rimborso prescelto (bonifico, contanti, vaglia postale, ecc.). 

      Conclusivamente si ricorda che, nel caso in cui venga richiesto dall’utenza l’annullamento della pratica ovvero qualora quest’ultima venga respinta con provvedimento del Conservatore, la pratica trasmessa in sostituzione sconta autonoma imposta di bollo e, come precisato dalla Agenzia delle Entrate- Direzione Regionale dell’Emilia Romagna con parere n. 52498 del 29/10/2010,  “ non è consentito alla Camera di Commercio annullare il prelievo telematico delle somme corrisposte a titolo di imposta in relazione alla pratica annullata”  (e a maggior ragione a quella rifiutata). 

Vengono trattati allo stesso modo i versamenti effettuati per diritti di segreteria, considerato che gli importi legittimamente richiesti in relazione ad un atto mantengono la loro legittimità anche quando l’atto stesso perda efficacia o ne sia vanificato il merito.

Recupero diritti di segreteria Registro Imprese

Pubblicato il regolamento per il recupero dei diritti di segreteria non versati al Registro Imprese

Il DPR  20.10.2010 n. 215, pubblicato in G.U. n. 293 del 16.12.2010,  individua il procedimento di recupero coattivo degli importi dovuti, che si attua in due fasi:

-         Messa in mora del debitore con intimazione  di pagare le somme dovute entro trenta giorni dalla notifica;

-         Iscrizione a ruolo in caso di omesso pagamento nei termini.

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