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Camera di Conciliazione

pubblicato il 03/08/2010 08:10, ultima modifica 24/03/2017 14:19

ATTENZIONE: si fa presente che la fattura per le spese di mediazione può essere intestata esclusivamente alle parti coinvolte nella mediazione.   Non è possibile intestare la fattura allo studio legale o a soggetti diversi dai portatori di interessi direttamente coinvolti nella mediazione  (come previsto dalla Risoluzione del 13/06/1981 n. 331350 - Min. Finanze - Tasse e Imposte Indirette sugli Affari).

 

La mediazione obbligatoria, venuta meno con la pronuncia della Corte Costituzionale n. 272/2012, che aveva dichiarato illegittimo l’art. 5, comma 1, del d.lgs. 28/2010 per eccesso di delega, è stata reintrodotta dalla legge 98/2013, di conversione del “decreto fare”.

 

L’obbligatorietà è stata confermata per tutte le materie elencate nel d.lgs 28/10, ad  eccezione di quella relativa alla responsabilità per danni da circolazione stradale; pertanto dal 20 settembre 2013, per un periodo sperimentale di quattro anni, prima di esercitare l’azione giudiziaria, deve essere obbligatoriamente esperito il tentativo di mediazione nelle seguenti materie : condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria, risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

 Il tentativo di mediazione, che può essere disposto dal giudice anche in sede di appello, può essere esperito altresì con riferimento ad altre tipologie di controversie, su libera iniziativa di una parte oppure quando previsto da clausola contrattuale o statutaria.

 La nuova disciplina ha introdotto rilevanti novità: le parti devono obbligatoriamente essere assistite da un avvocato nel corso di tutta la procedura di mediazione e il verbale di accordo, sottoscritto dalle parti e dagli avvocati, costituisce titolo  esecutivo; inoltre la presentazione della domanda va effettuata presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia.

È stato inoltre previsto un incontro preliminare in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con gli avvocati se sussistono o meno le condizioni per procedere utilmente alla mediazione e se tale incontro si conclude senza accordo, nessun compenso è dovuto all’organismo di mediazione, ad eccezione delle spese di avvio.

 

 

  La Camera di Conciliazione della Camera di commercio di Piacenza è iscritta al n° 59 del Registro Nazionale degli Organismi autorizzati a gestire tentativi di mediazione istituito presso il Ministero della Giustizia ed è abilitata a gestire la procedura di mediazione per la conciliazione di controversie civili e commerciali prevista dal D.Lgs 04/03/2010, n. 28.

L’attività di mediazione è svolta da un terzo imparziale, il mediatore, finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia e per addivenire alla conciliazione.

  

Chi è il mediatore

 

Il mediatore non è un giudice, non è un arbitro, non vuole accertare la violazione di un diritto e le relative responsabilità: egli è un terzo imparziale e neutrale che ascolta ed assiste le parti, facilitando tra loro la comunicazione per condurle ad una soluzione della lite soddisfacente e condivisa.

 Egli è un professionista, che ha seguito uno specifico training formativo sui processi di mediazione, di comunicazione e di negoziazione ed ha acquisito le tecniche di composizione dei conflitti, mediante esercitazioni pratiche e simulazioni, per condurre le negoziazioni in modo efficace.

Il mediatore camerale è tenuto ad aggiornare la propria preparazione frequentando percorsi formativi con valutazione finale a cadenza biennale, in applicazione ai criteri standard elaborati da Unioncamere, che costituiscono requisito imprescindibile per la permanenza negli elenchi ed assicurano un adeguato livello di professionalità.

Il profilo del mediatore camerale è pertanto determinato dall’elemento motivazionale e cioè dalla disponibilità a formarsi ed aggiornarsi, dalla qualità dell’esperienza maturata, dalla capacità di ascolto, di fornire chiarimenti e di proporre soluzioni creative per il raggiungimento dell’accordo, nel rispetto del principio della riservatezza.

  

La Segreteria della Camera di Conciliazione

 

 La segreteria della Camera di conciliazione amministra il servizio, individua il mediatore/conciliatore, organizza l’incontro, provvede a tutte le comunicazioni necessarie e verifica la disponibilità delle parti a partecipare all’incontro.

Tutti coloro che operano presso la Segreteria devono essere imparziali, non devono entrare nel merito della controversia e non devono svolgere attività di consulenza giuridica o di conciliazione.

 

La procedura di mediazione

  

Come si attiva

 La mediazione si avvia depositando presso la Segreteria della Camera di conciliazione una domanda compilata sull'apposito modello cui va allegata la documentazione indicata nel modello medesimo.

Il deposito della domanda può essere effettuato:

  • - direttamente allo sportello
  • - via pec all'indirizzo cciaa.piacenza@pc.legalmail.camcom.it   (in tal caso, allegare la domanda scansionata separatamente dai documenti di identità o altra documentazione e inviare il tutto per conoscenza all'indirizzo e-mail conciliazione.arbitrato@pc.camcom.it)
  • - via fax al numero 0523/386237
  • L’istanza deve indicare le parti, che devono essere obbligatoriamente assistite da un avvocato nel corso di tutta la procedura di mediazione, l’oggetto e le ragioni della pretesa. Gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti ad alcuna formalità.

All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile della Camera di conciliazione designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda.

Quanto costa

La parte istante versa le spese di avvio pari ad € 40,00 + IVA all’atto del deposito della domanda di mediazione.
La parte invitata è tenuta a versare anch’essa le spese di avvio pari a € 40,00 + IVA in caso di partecipazione al primo incontro.
Le spese di avvio sono pari ad € 80,00 + IVA a carico di entrambe le parti nel caso in cui il valore indicativo della controversia sia superiore ad € 250.000,00.
E' dovuto altresì il rimborso delle spese vive sostenute dall'Organismo.

In caso di mancato accordo durante tale incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo, mentre se le parti decidono di proseguire nella procedura di mediazione, esse devono versare le spese di mediazione previste dal regolamento della Camera di conciliazione. Le medesime spese sono dovute anche nel caso in cui l'accordo venga raggiunto già durante il primo incontro. 

 

Si fa presente che la fattura per le spese di mediazione può essere intestata esclusivamente alle parti coinvolte nella mediazione.  Non è possibile intestare la fattura allo studio legale o a soggetti diversi dai portatori di interessi direttamente coinvolti nella mediazione  (come previsto dalla Risoluzione del 13/06/1981 n. 331350 - Min. Finanze - Tasse e Imposte Indirette sugli Affari).

 

 Come si svolge 

Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede della Camera di conciliazione ed ha una durata non superiore a tre mesi.

Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato. Durante il primo incontro, il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione ed invita le parti ed i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione.

Se all’esito del primo incontro le parti non raggiungono un accordo:

1)      il mediatore redige verbale di mancato accordo

 2)      nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione

Se invece le parti decidono di continuare nel procedimento di mediazione:

1)      il mediatore redige un verbale in cui dà atto, da un lato della chiusura senza accordo del primo incontro e, dall’altro, del fatto che le parti vogliono procedere nel tentativo di conciliazione, avendo cura comunque di farlo sottoscrivere alle parti ed ai loro avvocati presenti

 2)      da questo momento le parti sono tenute a corrispondere le spese di mediazione (anche se il tentativo fallisce lo stesso giorno in cui si è svolto il primo incontro)

 Se all’esito del primo incontro le parti trovano l’accordo amichevole che definisce la loro controversia:

1)      il mediatore redige verbale di accordo ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 28/2010

2)      le parti sono tenute al pagamento delle spese di mediazione dovute in base alle tariffe della Camera di conciliazione


Durante lo svolgimento della procedura di mediazione, il mediatore si adopera affinché le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia. A tal fine egli può ascoltare le parti anche separatamente, evita che si crei un clima conflittuale e aiuta i contendenti a cercare una soluzione soddisfacente e condivisa da entrambi.  

Come si conclude

Il procedimento si conclude:

a) in base all’esito del primo incontro, come sopra specificato

Quando l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, la condizione si deve ritenere assolta con la partecipazione anche al solo primo incontro.

b) per mancata partecipazione della parte invitata

Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova  nel successivo giudizio ai sensi  dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’art. 5 del D.Lgs. 28/2010, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

 c) raggiungimento dell'accordo

Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo.
L’accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dai rispettivi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

 d) mancato accordo

 

Qualora l’accordo amichevole non sia raggiunto, il mediatore, su richiesta di entrambe le parti, può formulare una proposta conciliativa.

Per incentivare il ricorso alla mediazione, il decreto legislativo 28/10 introduce l’esenzione dall’imposta di bollo e da ogni tassa o diritto di qualsiasi specie e natura per tutti gli atti, documenti e provvedimenti; dall’imposta di registro del verbale d’accordo per il valore di 50.000 euro ed un credito di imposta alle parti che corrispondono l’indennità prevista, fino a concorrenza di 500 euro.

Inoltre, quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda si sensi dell'art. 5 del D.Lgs. 28/2010 ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell'art. 5, comma 2, del predetto decreto, all'organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato. A tal fine la parte è tenuta a depositare presso l'Organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.

  

La conciliazione ed i suoi vantaggi

 

La conciliazione è facile, rapida ed economica.

I costi per l’onorario del conciliatore e per le spese del procedimento hanno un peso contenuto e un importo predeterminato per l’intero procedimento, calcolato in base al valore della controversia, esenti quindi da tasse giudiziarie o altri costi addizionali.

Le parti in conflitto hanno la sicurezza che la disputa si risolverà secondo i loro interessi, non su decisione di terzi, ma con un accordo tagliato su misura. Tutta la procedura si fonda, infatti, sulla libera volontà delle parti, che decidono se e quando iniziare un tentativo di conciliazione, come gestirla e se portarla a termine.

La procedura è semplice ed informale perché non è un processo, ma un semplice incontro tra le parti, assistite dal proprio avvocato.

E’ uno strumento efficace perché le parti, quando decidono di sedersi intorno ad un tavolo insieme al conciliatore, molto spesso raggiungono un accordo.

La conciliazione, infine, garantisce la massima riservatezza: l’obbligo di riservatezza incombe su tutti coloro che svolgono la loro attività professionale o lavorativa presso la Camera di conciliazione rispetto alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite durante il procedimento di mediazione; l’obbligo per il mediatore si estende alle dichiarazioni ed alle informazioni che egli ha raccolto da ciascuna delle parti durante le sessioni separate tenute.

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