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Conciliazione obbligatoria in materia di energia elettrica e gas

pubblicato il 22/06/2017 07:30, ultima modifica 04/10/2017 12:26

La  Camera di Commercio di Piacenza, da anni impegnata sul fronte della valorizzazione e della diffusione degli strumenti di giustizia alternativa, ha aderito alla convenzione sottoscritta tra l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEGSI) e l’Unione Italiana delle Camere delle Commercio e nel maggio 2017 la propria Camera di Conciliazione è stata accreditata ed iscritta nell’Elenco istituito presso la predetta Autorità e potrà gestire le controversie insorte nei settori dell’energia elettrica e del gas.

A partire dal 1°  gennaio 2017, infatti, per le suddette controversie, prima di rivolgersi al Giudice è necessario esperire, quale condizione di procedibilità, un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Servizio di conciliazione dell’Autorità ovvero presso un Ente accreditato che dispone di Conciliatori esperti in materia di mediazione e specificamente formati sul settore dell’Energia.

Se il tentativo di conciliazione ha esito positivo, Il verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo a norma dell’art. 2, comma 24, lettera b), della legge 481/95.

 

QUANDO SI DEVE ATTIVARE IL SERVIZIO DI CONCILIAZIONE IN MATERIA DI FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA E GAS?

 

Il tentativo obbligatorio di conciliazione DEVE essere proposto da tutti i Clienti finali di energia elettrica alimentati in bassa tensione (BT)  e media tensione (MT), Clienti finali di gas alimentati in bassa pressione per il gas, Prosumer o Utenti finali.

Più precisamente:

-          il Cliente o Utente finale è la persona fisica o giuridica che intende stipulare o ha stipulato un contratto di fornitura per uso proprio di servizi regolati dall’AEEGSI e il prosumer

-          Operatore o Gestore è il soggetto che esercisce i servizi nei settori regolati dall’AEEGSI

-          Prosumer è il soggetto che è contemporaneamente produttore e Cliente finale di energia elettrica.

NON SI PUO’ presentare domanda di conciliazione quando:

-          il cliente non ha preventivamente presentato reclamo scritto all’operatore/gestore o non siano decorsi almeno 50 giorni dall’inoltro del reclamo;

-          è decorso oltre un anno da quando il cliente ha presentato reclamo scritto;

-          per la stessa controversia sia già stato avviato o rinunciato o comunque concluso un tentativo di conciliazione;

- la controversia riguarda solo profili tributari o fiscali

-         è intervenuta la prescrizione del diritto ai sensi di legge

-         la controversia riguarda solo profili tributari e fiscali;

-         la controversia sia relativa al settore idrico

 

COME SI ATTIVA LA PROCEDURA PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO?

La procedura si avvia depositando presso la Camera di conciliazione della Camera di Commercio il prescritto modulo di domanda direttamente allo sportello camerale ovvero tramite  invio all’indirizzo di posta elettronica certificata cciaa.piacenza@pc.legalmail.camcom.it

La domanda deve indicare i dati del Cliente o Utente finale, la denominazione dell’Operatore o Gestore, POD/PDR della fornitura cui si riferisce la domanda o, ove non disponibili, l’indirizzo della fornitura, l’oggetto della controversia e la descrizione della problematica lamentate e deve essere obbligatoriamente corredata, oltre che da documento di identità del richiedente, dall’attestazione del versamento delle spese di avvio e di copia del reclamo con relativo avviso di ricezione o eventuale risposta dell’Operatore o Gestore.

Il cliente o utente finale partecipa  direttamente alla conciliazione oppure tramite proprio delegato munito di poteri che gli consentano di sottoscrivere l'accordo di definizione della controversia per suo conto, mediante una delega a trattare e chiudere la controversia stessa (delega a conciliare e transigere).

 

COME SI SVOLGE LA PROCEDURA?

La Segreteria, verificata la regolarità e l'ammissibilità della domanda, comunica alle parti l’avvio della procedura e la data del primo incontro.

Il primo incontro deve svolgersi  entro 30 giorni dalla presentazione della domanda completa e ciascuna parte può chiedere un solo rinvio dell'incontro, presentando richiesta motivata e documentata al Servizio Conciliazione con contestuale comunicazione di una successiva data di disponibilità.

La procedura si conclude in un termine massimo di 90 giorni solari dalla presentazione della domanda di conciliazione completa con possibilità di  proroga di 30 giorni al massimo d’ufficio ovvero  su richiesta del conciliatore o congiunta e motivata delle parti.

Nel caso di sospensione della fornitura per una fattura tempestivamente contestata con il reclamo,il primo incontro deve svolgersi  entro  15 giorni dalla domanda completa  e  non è possibile richiedere il rinvio del primo incontro.

L’incontro si svolge senza formalità presso la sede della Camera di conciliazione oppure con modalità telematiche.

Le parti partecipano all’incontro personalmente o in casi eccezionali mediante un proprio rappresentante munito dei necessari poteri (procura)

NON  è obbligatoria l’assistenza di un Avvocato, ma possono farsi assistere da difensori, rappresentanti delle associazioni di ponsumatori o di categoria, o da altre persone di fiducia.

Durante il procedimento il mediatore si adopera affinché le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia. A tal fine egli può ascoltare le parti anche separatamente, evita che si crei un clima conflittuale e aiuta i contendenti a cercare una soluzione soddisfacente e condivisa da entrambi.

Il procedimento di conciliazione è riservato e tutto ciò che viene dichiarato nel corso dell’incontro non può essere registrato o verbalizzato.

 

TEMPI DELLA PROCEDURA

La procedura si conclude in un termine massimo di 90 giorni solari dalla presentazione della domanda di conciliazione completa con possibilità di  proroga di 30 giorni al massimo d’ufficio ovvero  su richiesta del conciliatore o congiunta e motivata delle parti.

Il primo incontro deve svolgersi  entro 30 giorni dalla presentazione della domanda completa e non può essere rinviato.

Nel caso di sospensione della fornitura per una fattura tempestivamente contestata con il reclamo,il primo incontro deve svolgersi  entro  15 giorni dalla domanda completa  e  non è possibile richiedere il rinvio del primo incontro.

 

QUANTO COSTA LA PROCEDURA?

Le parti sono tenute al pagamento delle spese di avvio e delle spese di mediazione (tariffario): la parte istante versa le spese di avvio pari a € 40,00 + IVA all’atto del deposito dell’istanza di conciliazione, mentre la parte invitata è tenuta a versarle al momento del deposito del modulo di adesione.

 

COME SI CONCLUDE LA PROCEDURA

Se le parti trovano una soluzione per la controversia, sottoscrivono un verbale di accordo che ha valore di titolo esecutivo, ossia può esser fatto valere dalle parti dinanzi al giudice competente in caso di mancato rispetto dei contenuti.

Se il cliente non si presenta al primo incontro, la domanda è archiviata e il tentativo non si considera svolto.

Nel caso in cui non si raggiunga un accordo o qualora il gestore/operatore, pur obbligato, non partecipi all'incontro, il conciliatore redige un verbale con cui indica che il tentativo ha avuto esito negativo. In questi casi, il tentativo di conciliazione, quale condizione di procedibilità dell'azione giudiziale, si considera esperito e il cliente potrà rivolgersi eventualmente al giudice per risolvere la controversia.

L’assenza dell’Operatore o Gestore è comunicata all’Autorità per i provvedimenti di competenza.

 

CHI È IL CONCILIATORE?

Il conciliatore non è un giudice, non è un arbitro, non vuole accertare la violazione di un diritto e le relative responsabilità: egli è un terzo imparziale e neutrale che ascolta ed assiste le parti, facilitando tra loro la comunicazione  per condurle ad una soluzione della lite soddisfacente e condivisa.

Egli è un professionista, che oltre ad aver seguito specifici e numerosi percorsi formativi di mediazione,  comunicazione e negoziazione e ad aver acquisito le tecniche di composizione dei conflitti, ha partecipato ad uno specifico corso di formazione per le controversie in materia di energia elettrica e gas e, grazie anche all'esperienza maturata come mediatore civile e commerciale, è in grado di condurre le negoziazioni in modo efficace.

Il conciliatore camerale vanta esperienza maturata come mediatore civile e commerciale di cui al D.Lgs. 28/2010 e pertanto garantisce capacità di ascolto, di fornire chiarimenti e di proporre soluzioni creative per il raggiungimento dell’accordo, nel rispetto del principio della riservatezza. (elenco conciliatori)

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