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Conciliazione obbligatoria per legge

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pubblicato il 28/11/2010 11:15, ultima modifica 16/10/2021 02:38

E' stato pubblicato sulla G.U. del 4 novembre 2010 il Decreto del Ministero della Giustizia 18 ottobre 2010, n. 180, recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 04/03/2010, n. 28.

Come noto, il D.Lgs. 04/03/2010, n. 28, attuazione dell’art. 60 della L. 18/06/2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, è entrato in vigore il 20 marzo 2010.

Tale decreto, introduce – a decorrere da marzo 2011 - l'obbligatorietà del tentativo di mediazione, con l’obiettivo di deflazionare  i processi e di diffondere la cultura del ricorso a soluzioni alternative.

Da marzo 2011, infatti, il  tentativo di mediazione dovrà essere esperito, presso gli organismi accreditati, iscritti in un registro tenuto presso il Ministero della giustizia, a condizione di procedibilità della domanda giudiziale per le controversie in materia di condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo idoneo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’improcedibilità potrà essere eccepita dal convenuto nel primo atto difensivo, oppure dal giudice non oltre la prima udienza.

Le  principali disposizioni, entrate in vigore già  dal 20 marzo 2010, riguardano :

  • la possibilità che il Giudice, dalla mancata partecipazione alla mediazione senza giustificato motivo della controparte, possa desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’art. 116, secondo comma, del cpc.;
  • il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti può invitare le stesse a procedere alla mediazione;
  • l’avvocato, all’atto del conferimento dell’incarico, ha l’obbligo di informare per iscritto l’assistito della possibilità di avvalersi della procedura di mediazione. In caso di violazione il contratto è annullabile.

La domanda di mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale  può essere depositata solo presso organismi organismi pubblici e privati iscritti ad un apposito Registro presso il Ministero della Giustizia ed i mediatori, iscritti nelle liste degli organismi accreditati, devono aver frequentato e superato un apposito percorso formativo erogato da enti di formazione accreditati dallo stesso Ministero della Giustizia.

Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale, purchè si tratti di questioni inerenti diritti disponibili, non sono previste formalità particolari ed è possibile utilizzare anche modalità telematiche.

La Camera di Conciliazione, istituita dalla Camera di commercio di Piacenza, iscritta nel Registro Nazionale degli Organismi autorizzati a gestire tentativi di conciliazione, presso il Ministero della Giustizia, è attualmente l’unico organismo sul territorio piacentino deputato a gestire la procedura di mediazione per la conciliazione di controversie civili e commerciali prevista dal D.Lgs 28/10.

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